L’affitto civico è la novità di FAB: “Un invito aperto a tutte e tutti”

Emily Clancy, vicesindaca del Comune di Bologna, introduce FAB e illustra come intende rispondere concretamente ai diversi bisogni abitativi

Fondazione Abitare Bologna (FAB) nasce dalla volontà di rispondere concretamente ai diversi bisogni abitativi dell’area metropolitana di Bologna tramite la locazione a canoni sostenibili, cioè attraverso un canone concordato, rivolto a soggetti e famiglie con determinate caratteristiche economiche e sociali. FAB è un ulteriore passo avanti rispetto alla strada tracciata da Piano Abitare. Attraverso collaborazioni con diverse istituzioni può contare su investimenti significativi. Ne abbiamo parlato con Emily Clancy, vicesindaca del Comune di Bologna, con delega per la casa e le politiche per l’abitare.

 

Quali sono le novità introdotte da FAB?

La Fondazione, tramite il servizio dell’affitto civico, per la prima volta riesce operativamente e concretamente a incentivare i proprietari ad affittare a canone concordato, offrendo un serbatoio consistente di contributi finanziari, garanzie e servizi. Perché FAB è finanziata dall’origine dal Comune di Bologna, dalla Città metropolitana di Bologna e da ASP Città di Bologna (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona), insieme alla Regione Emilia-Romagna, in modo da arrivare a mettere a disposizione fino a 5 milioni di euro nei prossimi anni.

 

Come si struttura il progetto sul medio periodo?

FAB entra in questo scenario con un progetto ambizioso, deciso a dare una risposta concreta al bisogno abitativo della città. L’idea è semplice ma potente: diminuire lo sfitto pubblico e privato presente in città mettendo in campo risorse importanti per creare nuove opportunità abitative per chi ha bisogno di casa.

Nei prossimi anni FAB vuole mettere a disposizione più di 800 alloggi, divisi equamente tra soluzioni pubbliche e private. I primi passi sono stati compiuti: tra gli alloggi pubblici già a disposizione figurano i 18 alloggi del co-housing Porto 15 che FAB gestirà per conto di ASP Città di Bologna, mentre 11 abitazioni sono già state assegnate all’interno del co-housing di Fioravanti 24. Oltre a questo, ASP ha da poco pubblicato un bando per 20 alloggi nel territorio metropolitano secondo lo schema dell’affitto civico.

Il 27 novembre è uscito anche un nuovo bando per 16 alloggi nell’ex Clinica Beretta. Parallelamente, si sta lavorando alla messa a disposizione di circa 121 alloggi pubblici nell’ex Mercato Ortofrutticolo – il cosiddetto Lotto H – e di di di circa 220 alloggi di ERS, ivi compreso uno studentato pubblico nel comparto urbanistico Bertalia–Lazzaretto.

Altri 400 alloggi saranno quelli che FAB ha intenzione di mettere a disposizione attraverso la collaborazione con i privati, grazie ai servizi e alle garanzie che vengono fornite.

 

FAB è un servizio accessibile a tutte le persone che vogliono dare una mano, mettendo a disposizione strumenti che possono incidere significativamente sul problema casa

 

A questi bisogna aggiungere un progetto particolarmente innovativo, pensato per 25 alloggi di proprietà comunale oggi inutilizzati siti in città metropolitana: un bando esplorativo rivolto alle imprese, le quali potranno destinare gli immobili temporaneamente ai propri dipendenti, a fronte della leggera ristrutturazione a loro carico. Un esempio concreto di collaborazione tra pubblico e privato, che punta a dare nuova vita a spazi abbandonati rispondendo ai bisogni reali del territorio.

 

L’affitto civico è una risposta concreta a un problema molto grande, come parte significativa delle politiche dell’abitare sul nostro territorio

 

Solo sul Comune di Bologna c’è uno sfitto significativo, che conta circa quattordicimila immobili. Su questo patrimonio intende fare leva FAB, con un invito che sarà rivolto veramente a tutte e tutti. Perché non ci sono porte chiuse. FAB è un servizio accessibile a tutte le persone che vogliono dare una mano, mettendo a disposizione per la prima volta degli strumenti che possono incidere significativamente sul problema casa. L’affitto civico è questo: una risposta concreta a un problema molto grande, come parte significativa delle politiche dell’abitare sul nostro territorio, rivolgendosi a una fascia di popolazione consistente, di modo da coinvolgere sia chi offre una casa sia chi la cerca, in una logica di reciproca responsabilità.