Affitto civico, la voce dei proprietari

Percorsi diversi, stessi vantaggi: Stanislav, Raffaele e Irene raccontano perché hanno scelto Fondazione Abitare Bologna

Dopo il lancio dell’affitto civico, sono arrivati i primi contratti con i proprietari, che hanno approfittato delle garanzie economiche e legali offerte gratuitamente da Fondazione Abitare Bologna.

In questo articolo raccogliamo le testimonianze di Stanislav Sivinskyy, Raffaele Camangi e Irene Pasini. Tre storie diverse, accomunate dalla stessa decisione: affidarsi all’affitto civico. In tutti i casi, i vantaggi offerti da FAB si sono rivelati determinanti per orientare la scelta.

 

La sicurezza economica prima di tutto

Per Stanislav Sivinskyy il punto di partenza era un dubbio concreto: affittare o vendere? Valutando diverse opzioni, Stanislav si è imbattuto nelle informazioni su FAB ancora prima dell’avvio ufficiale del progetto.

Per Stanislav l’aspetto decisivo era la necessità di non correre rischi. Come molti proprietari, la sua principale preoccupazione riguardava eventuali ritardi nei pagamenti o danni all’immobile. Ciò che più ha attirato Stanislav è stata proprio la “sicurezza economica”. Con il canone libero il proprietario sarebbe forse riuscito a guadagnare di più, ma non avrebbe avuto alcun tipo di tutela. “Ho preferito un guadagno leggermente inferiore ma più sicuro”, ha spiegato.


Per la sua scelta sono state determinanti le garanzie economiche offerte da FAB, che copre fino a dodici mesi in caso di morosità e offre un rimborso a fondo perduto per lavori sull’appartamento. Anche dal punto di vista fiscale, la scelta si è rivelata vantaggiosa: “Con il canone libero ci sarebbero state più tasse. Il rapporto rischio-beneficio è totalmente a favore dell’affitto civico”.

 

Tutele concrete e incentivi

Questo rapporto rischio-beneficio è ciò che ha convinto anche Raffaele Camangi, proprietario che affitta casa da quarant’anni. Per Raffaele, che conosce bene il mercato, il valore aggiunto è stato soprattutto il sostegno economico concreto.


“Anche con canoni ‘accettabili’ il rischio di insolvenza esiste sempre”, ha osservato Raffaele. Nel corso degli anni ha visto situazioni di ogni tipo, e sa che i rischi sono più comuni di quanto si possa immaginare: affitti non pagati, ritardi nella riconsegna degli immobili, danni agli appartamenti.


In questo contesto, FAB interviene assumendosi completamente i rischi legali ed economici, grazie a un sistema che tutela sia il proprietario sia l’inquilino. Tra gli strumenti più apprezzati da Raffaele c’è il contributo fino a 6.000 euro per piccole ristrutturazioni: “Ho fatto dei lavori di miglioria nell’appartamento – ha spiegato – ho presentato la documentazione a FAB e ora riceverò il rimborso”.


Raffaele come gli altri proprietari ha potuto beneficiare di un ulteriore vantaggio, il meccanismo del canone concordato “massimizzato” (fino a 800 euro): il proprietario percepisce l’importo più alto possibile, mentre l’inquilino sostiene una quota ridotta. La differenza viene coperta da FAB, che la versa direttamente al proprietario.

 

Una scelta etica

Questo canone concordato “massimizzato” è stato fondamentale per Irene Pasini, che ha scelto Fondazione Abitare Bologna principalmente per un discorso etico-politico. “Non trovo corretto – ci ha raccontato Irene – che una persona da sola non possa permettersi un affitto, anche in una casa piccola”.

Irene stava cercando un modo per affittare casa nella maniera più giusta e conveniente possibile. Con un mutuo da pagare, Irene aveva bisogno di certezze economiche e zero rischi anche. È qui che è entrato in gioco l’affitto civico, che consente alle proprietà di avere un beneficio economico più elevato e al contempo più etico, a rischio zero per la proprietà.

Il fondo per i lavori messo a disposizione da FAB ha consentito a Irene di poter fare degli interventi per rendere la casa più abitabile, risolvendo dei problemi di infiltrazione e intonacando l’appartamento. “Questo insieme di cose – il rimborso di 6.000 euro per lavori nell’appartamento, il rimborso dell’IMU per i primi tre anni e il canone concordato concordato pagato per metà da FAB – mi hanno consentito di fare questa scelta etica con più serenità”, ha concluso Irene.

Una scelta di principio, la sua, che forse non sarebbe stata possibile senza Fondazione Abitare Bologna.