Quello appena trascorso è stato un mese importante per le politiche dell’abitare a Bologna, un mese in cui FAB, dopo aver preso in gestione il Cohousing di Fioravanti 24, ha aggiunto il Cohousing di Porto 15 e il condominio solidale dell’Ex Clinica Beretta – che verrà inaugurato il 13 luglio alle ore 19:00 in via XXI Aprile a Bologna, con taglio del nastro e rinfresco.
Quello dell’Ex Clinica Beretta è un edificio storico che è appena stato riqualificato e che è pronto a ospitare inquilini, ponendosi attivamente contro le discriminazioni nell’accesso alla casa.
Prendendo in gestione questi spazi, FAB segna una nuova via dell’abitare condiviso, dimostrando che vivere una città significa abitarla insieme: creando comunità, proponendo iniziative e organizzando incontri. Per questo FAB ha attivato anche un servizio di mediazione abitativa e sociale, per dare supporto e valore alle comunità che vivono questi luoghi.

Un nuovo Cohousing: Fioravanti 24
Il Cohousing Fioravanti 24 era già stato inaugurato lo scorso 20 dicembre dal Comune di Bologna. L’immobile ospita 11 nuclei per un totale di 26 persone, selezionate tramite bando pubblico e inserite in un percorso partecipativo di costruzione della comunità. Con il supporto di FAB, che gestisce l’immobile, gli assegnatari hanno preso possesso degli alloggi tramite la stipula di contratti di affitto a canone concordato della durata di 3+2 anni, rinnovabili per un durata massima complessiva di 11 anni.
“Fior20”: nuove forme di abitare collaborativo
La novità è che lo scorso 7 giugno si è svolto l’evento di porte aperte della nuova associazione Fior20 – Abitare Collaborativo, nata per animare il progetto di Cohousing di Fioravanti 20. Fior20 promuove forme di abitare condiviso basate su autogestione, condivisione e fiducia reciproca, basato sui principi dell’antifascismo e del buon vivere. L’obiettivo è quello di costruire uno spazio aperto e partecipato, capace di generare relazioni, iniziative e percorsi di solidarietà con il quartiere e la città.
Le radici popolari di un progetto unico
La giornata di presentazione è stata l’occasione ufficiale per presentare l’associazione e favorire l’incontro tra gli abitanti del Cohousing, il quartiere e la città, con un programma di attività rivolte a tutte le età, con laboratori di orticoltura e momenti di gioco per bambini e adulti. Le radici popolari su cui è sorto il Cohousing sono state ricordate durante la presentazione di una pubblicazione dedicata alla storia del luogo e alla memoria di XM24. La serata si è conclusa con una cena offerta dagli abitanti del Cohousing al pubblico presente, ispirata alle tradizioni culinarie di alcuni dei loro paesi di provenienza.

Vivere la storia bolognese: il caso di Porto 15
È avvenuto ufficialmente il 6 luglio il passaggio di gestione del Cohousing Porto 15 a FAB. Porto 15 è un’altra istituzione storica bolognese dalle radici profonde: fu tra i primi Cohousing in Italia a iniziativa interamente pubblica. L’accesso a Porto 15 è sempre avvenuto tramite autocandidatura, con la partecipazione a un primo bando pubblico riservato a giovani under35. Ma Porto 15 non è mai stato solo questo: i suoi abitanti hanno sempre preso parte a un percorso di progettazione partecipata degli spazi e di costruzione della comunità. Se la città di Bologna è viva, se è intessuta di spazi abitati, è merito di oasi come quella di Porto 15, che FAB ha preso in gestione in un’ottica di continuità.
“Costruire comunità resilienti”: l’importanza dell’abitare condiviso
Ne è consapevole Ambrogio Dionigi, Presidente di FAB, che sottolinea il valore pionieristico di Porto 15, un progetto che nel corso della sua storia ha dimostrato come “il Cohousing può essere una risposta concreta non solo al bisogno di una casa accessibile, ma anche al bisogno di relazioni, partecipazione e supporto reciproco. L’intenzione di FAB – ha dichiarato Dionigi– è valorizzare e integrare questo patrimonio di competenze e pratiche, delineando una nuova idea di politiche abitative non limitate alla sola assegnazione di un alloggio, ma orientate anche alla costruzione di comunità resilienti, inclusive e capaci di generare coesione sociale”.
Sorge un nuovo progetto: l’Ex Clinica Beretta
Simili ambizioni avrà il condominio solidale dell’Ex Clinica Beretta di via XXI Aprile, un edificio storico bolognese la cui riqualificazione è stata cofinanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, che verrà inaugurato il 13 luglio 2026 alle ore 19:00 con taglio del nastro e rinfresco. L’Ex Clinica Beretta rappresenta un patrimonio storico della città di Bologna: già casa di cura, durante le fasi finali della seconda guerra mondiale fu uno degli ingranaggi della lotta antifascista. Nella clinica medici e infermieri curavano in incognito i combattenti partigiani feriti, li facevano ricoverare negli ospedali e nelle case di cura della città, e provvedevano al rifornimento di materiale chirurgico.
Oggi l’Ex Clinica Beretta vive una nuova vita, concretizzando l’idea di abitare condiviso che sta alla base del progetto di FAB. L’edificio, dotato di diversi spazi comuni e un giardino esterno, offre 16 alloggi idonei ad accogliere 47 persone – la cui graduatoria, in cui i nuclei familiari assegnatari sono stati selezionati tramite avviso pubblico, è disponibile sul sito del Comune di Bologna.
Un modo diverso di concepire l’abitare
“L’Ex Clinica Beretta è un progetto che unisce accessibilità abitativa e costruzione di comunità”, spiega Marco Colonnelli, Direttore FAB. FAB, nella sua gestione, si propone di offrire alloggi a canone calmierato a persone che si trovano in una situazione di svantaggio in una città in cui la questione abitativa è già di per sé molto complessa. L’Ex Clinica Beretta intende quindi promuovere al tempo stesso relazioni di vicinato, inclusione e mutuo aiuto: l’idea del condominio solidale, per il Direttore di FAB, nasce proprio per “contrastare le disuguaglianze nell’accesso alla casa e sperimentare forme innovative di convivenza”.
Con questo ultimo tassello, FAB si occuperà della gestione dei tre progetti di abitare condiviso a Bologna, dimostrando come – oltre all’impegno con l’affitto civico – un nuovo modo di concepire l’abitare è non solo possibile, ma già presente nella vita quotidiana di una città.
