Il sostegno di FAB per le imprese e i lavoratori

Il progetto Una casa per il lavoro consente alle imprese di offrire ai propri dipendenti un benefit di altissimo valore, soprattutto in un mercato immobiliare così competitivo

La questione abitativa sta attraversando una fase critica: il costo degli alloggi può essere proibitivo anche per lavoratrici e lavoratori, con conseguenze che ricadono inevitabilmente anche sulle imprese.

È per questo che Fondazione Abitare Bologna ha lanciato il progetto Una casa per il lavoro, coinvolgendo le imprese bolognesi attraverso una manifestazione di interesse che ha l’obiettivo di favorire l’accesso di lavoratrici e lavoratori a un’abitazione a prezzi accessibili. Questo avviso nasce dalla collaborazione tra FAB e clubPRO, la rete d’imprese che riunisce alcune tra le migliori realtà del territorio metropolitano, impegnate nel corso del 2025 e del 2026, insieme alla Città metropolitana e al Comune di Bologna, in un percorso di lavoro sul tema dell’abitare promosso il 5 dicembre all’Opificio Golinelli.

“Dalla crisi abitativa non si esce da soli o solo con politiche di finanziamento”, spiega Ambrogio Dionigi, Presidente FAB. “Con Una casa per il lavoro cerchiamo una collaborazione con le imprese, occupandoci allo stesso tempo anche del mondo del lavoro.”

 

Come funziona?

L’impresa può scegliere tra 25 appartamenti, le cui foto e i cui dati catastali sono contenuti nell’avviso, e può inoltre richiedere di effettuare un sopralluogo entro l’8 ottobre 2026. Individuato l’alloggio o gli alloggi di interesse, verrà stipulata una convenzione con FAB, nella quale saranno definiti tutti i criteri della collaborazione (vedi schema di convenzione allegato all’avviso). L’impresa dovrà finanziare la ristrutturazione e verrà rimborsata da FAB secondo un piano di rientro condiviso. Una volta stipulata la convenzione ed eseguiti i lavori di ristrutturazione, l’impresa potrà offrire l’alloggio a una propria dipendente o a un proprio dipendente, a canone concordato.

 

I vantaggi per l’impresa

L’impresa potrà indicare a FAB la lavoratrice o il lavoratore a cui assegnare l’alloggio. La persona individuata stipulerà il contratto di locazione a canone concordato con la Fondazione. Da quel momento, sarà la Fondazione a occuparsi della gestione dell’alloggio, sollevando l’impresa dagli oneri burocratici e gestionali. La Fondazione rimborserà all’impresa l’investimento iniziale fino a due terzi dell’importo, attraverso i canoni di locazione pagati da chi abita nell’immobile. Con la convenzione, l’impresa potrà inoltre diventare socia ordinaria di FAB. Se il rapporto di locazione dovesse cessare per qualsiasi motivo, l’impresa avrà la facoltà di indicare una nuova lavoratrice o un nuovo lavoratore. Potrà così continuare a usufruire del beneficio per tutta la durata della convenzione, da 7 a 12 anni.

 

Il ruolo di FAB

FAB garantisce tempi certi e un unico interlocutore e solleva l’impresa dagli oneri burocratici e gestionali legati all’operazione, offrendo supporto anche a chi abita negli alloggi. La Fondazione gestisce direttamente i lavori di ristrutturazione, stipula e gestisce i contratti di locazione a canone concordato e cura i rapporti con le persone che abitano negli alloggi, anche in caso di morosità. Tutte queste attività sono svolte gratuitamente, senza alcuna spesa né per l’impresa né per chi prende in affitto l’alloggio.

 

Il vantaggio per chi lavora

Potranno usufruire del servizio lavoratrici e lavoratori che rientrano nei criteri dell’affitto civico, cioè con un ISEE compreso tra 9.360 e 35.000 euro, privi di un’adeguata disponibilità abitativa. Il canone mensile dell’appartamento non potrà inoltre superare il 40% del reddito mensile della persona che lo prende in affitto. Chi prenderà in affitto l’alloggio potrà quindi beneficiare dei vantaggi dell’affitto civico, tra cui un canone concordato rispetto ai prezzi di mercato.

“Oggi questa manifestazione d’interesse mette sul piatto 25 alloggi in via sperimentale”, sottolinea Ambrogio Dionigi. “Il pubblico ha degli alloggi che non riesce a ristrutturare: è un tema molto ricorrente, che continua a essere riproposto. Vogliamo quindi mettere questi immobili a disposizione di chi ne ha bisogno, inaugurando una sinergia che un domani potrà vedere coinvolti anche altri soci della Fondazione, soggetti o Comuni del territorio che avessero degli immobili a disposizione. Perché la questione abitativa riguarda ogni strato della comunità, e potremo uscirne solo affrontandola in quanto comunità.”

 

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